Finalmente!
Dopo tanta attesa è arrivata la nostra dotazione tecnologica Classe 2.0: una LIM Smart e 13 notebook.
Ecco la mia classe al lavoro con i notebook: come primo compito i miei alunni si sono cimentati nella scrittura collaborativa di un testo di fantascienza.
L'impatto delle nuove tecnologie è stato positivo, i ragazzi sono veramente entusiasti e lavorano con maggior motivazione e impegno.
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domenica 26 ottobre 2014
venerdì 17 maggio 2013
Il nostro Wiki su Education 2.0
L'esperienza, condotta due anni fa con la mia classe quinta, è stata presentata al III Convegno di Education 2.0 a Firenze lo scorso ottobre insieme a tantissime altre esperienze interessanti (vedi post precedente) che sono state documentate e pubblicate sulla rivista on line in questi ultimi mesi.
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sabato 27 ottobre 2012
III Convegno Education 2.0
Ieri a Firenze, nella splendida cornice di Palazzo Medici Riccardi, si è svolto il III Convegno Education 2.0 che aveva come obiettivo quello di dar voce alle scuole e ai docenti per condividere idee e pratiche innovative.
Sono stata chiamata a intervenire portando la mia esperienza di introduzione delle tecnologie nella didattica: in particolare ho relazionato sul mio progetto che prevedeva l'uso del Wiki e del Webquest, svolto due anni fa con i miei ragazzi di quinta.
Tanti gli interventi e le esperienze positive nelle varie tavole rotonde, ecco alcuni esempi presentati in quella dedicata agli ambienti e agli strumenti tecnologici:
le App degli Ipad e dei telefonini usati per fare astronomia nelle scuole superiori, i tablet e i netbook sperimentati nelle classi 2.0 per innovare la didattica, la robotica in una classe prima della scuola primaria per motivare i bambini a imparare a scrivere....
Ancora una volta viene fuori un quadro di una scuola italiana molto variegata, dove si possono trovare realtà caratterizzate da buone prassi e tentativi anche ben riusciti di reale innovazione della didattica.
Interessante l'intervento di apertura di Luigi Berlinguer che ha invitato il corpo docente a rendersi disponibile ad un processo di autoformazione continua per divenire il motore dell'innovazione.
Qui sotto il video di due interviste a Giovanni di Fede e a Luigi Berlinguer.
fonte gonews.it
Per approfondimenti potete visitate il sito Education 2.0 che prossimamente pubblicherà le esperienze delle scuole intervenute al convegno.
Sono stata chiamata a intervenire portando la mia esperienza di introduzione delle tecnologie nella didattica: in particolare ho relazionato sul mio progetto che prevedeva l'uso del Wiki e del Webquest, svolto due anni fa con i miei ragazzi di quinta.
Tanti gli interventi e le esperienze positive nelle varie tavole rotonde, ecco alcuni esempi presentati in quella dedicata agli ambienti e agli strumenti tecnologici:
le App degli Ipad e dei telefonini usati per fare astronomia nelle scuole superiori, i tablet e i netbook sperimentati nelle classi 2.0 per innovare la didattica, la robotica in una classe prima della scuola primaria per motivare i bambini a imparare a scrivere....
Ancora una volta viene fuori un quadro di una scuola italiana molto variegata, dove si possono trovare realtà caratterizzate da buone prassi e tentativi anche ben riusciti di reale innovazione della didattica.
Interessante l'intervento di apertura di Luigi Berlinguer che ha invitato il corpo docente a rendersi disponibile ad un processo di autoformazione continua per divenire il motore dell'innovazione.
Qui sotto il video di due interviste a Giovanni di Fede e a Luigi Berlinguer.
fonte gonews.it
Per approfondimenti potete visitate il sito Education 2.0 che prossimamente pubblicherà le esperienze delle scuole intervenute al convegno.
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martedì 1 maggio 2012
A scuola nel Regno Unito
Condivido volentieri un interessante post-intervista della mia amica Francesca nel suo blog .
Ha contattato Miriam Paternoster, autrice del blog arteascuola, per porle delle domande sul sistema scolastico del Regno Unito grazie all'esperienza, direttamente vissuta dai suoi figli e alle ore che lei stessa sta trascorrendo alla Scuola Secondaria “Sir Thomas Picton” di Haverfordwest come volontaria presso il dipartimento di Arte.
Nel post-intervista Miriam ci spiega appunto i metodi e la tecnologia, gli spazi fisici e i materiali a disposizione, i compiti a casa, la valutazione e i colloqui con i genitori nella scuola frequentata dai suoi figli nel Galles.
Tra i vari argomenti molto interessanti, mi ha colpito in particolare le modalità dei colloqui con i genitori: Miriam racconta che davanti al docente si siede il ragazzo e invece i genitori vengono fatti accomodare dietro di lui.
Ciò fa riflettere su come una particolare attenzione sia posta proprio sulla responsabilità e l' autonomia dell'alunno, promuovendone una maggiore consapevolezza e partecipazione attiva al proprio percorso scolastico.
Miriam nelle sue considerazioni sottolinea proprio il fatto che nelle scuole frequentate dai sui figli "gli obiettivi principali sono quelli che fanno diventare persone prima che alunni. Il focus è molto improntato sul rispetto, sulla convivenza, sulla responsabilità della persona che vive in mezzo ad altre persone e questi concetti vengono messi al primo posto, prima della didattica, prima dei programmi ministeriali, dei voti e delle pagelle."
Nel post trovate anche link per approfondimenti sugli spazi laboratoriali in senzazaino e in Mens Sana Learning is experience.
Potrete leggere il post e le considerazioni di Francesca (che condivido pienamente), porre domande direttamente a Miriam commentando il post a questo link.
Ha contattato Miriam Paternoster, autrice del blog arteascuola, per porle delle domande sul sistema scolastico del Regno Unito grazie all'esperienza, direttamente vissuta dai suoi figli e alle ore che lei stessa sta trascorrendo alla Scuola Secondaria “Sir Thomas Picton” di Haverfordwest come volontaria presso il dipartimento di Arte.
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| fonte immagine http://www.senzazaino.it/ |
Tra i vari argomenti molto interessanti, mi ha colpito in particolare le modalità dei colloqui con i genitori: Miriam racconta che davanti al docente si siede il ragazzo e invece i genitori vengono fatti accomodare dietro di lui.
Ciò fa riflettere su come una particolare attenzione sia posta proprio sulla responsabilità e l' autonomia dell'alunno, promuovendone una maggiore consapevolezza e partecipazione attiva al proprio percorso scolastico.
Miriam nelle sue considerazioni sottolinea proprio il fatto che nelle scuole frequentate dai sui figli "gli obiettivi principali sono quelli che fanno diventare persone prima che alunni. Il focus è molto improntato sul rispetto, sulla convivenza, sulla responsabilità della persona che vive in mezzo ad altre persone e questi concetti vengono messi al primo posto, prima della didattica, prima dei programmi ministeriali, dei voti e delle pagelle."
Nel post trovate anche link per approfondimenti sugli spazi laboratoriali in senzazaino e in Mens Sana Learning is experience.
Potrete leggere il post e le considerazioni di Francesca (che condivido pienamente), porre domande direttamente a Miriam commentando il post a questo link.
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venerdì 16 marzo 2012
Dottore Magistrale in Teorie e Metodologie dell'E-learning e della Media Education
Lunedì 12 marzo ho conseguito la laurea magistrale in Teorie e Metodologie dell'E-learning e della Media Education, presso l'Università di Padova.
Il corso di studi è stato veramente impegnativo, ma altrettanto arricchente.
Grazie alla precedente laurea triennale e a questa magistrale, in questi ultimi cinque anni, ho ampliato i miei orizzonti, ho conosciuto nuove persone, stretto importanti amicizie... ho acquisito abilità, competenze e conoscenze...
Desidero ringraziare di cuore i miei alunni di quinta, straordinari co-autori della mia tesi di laurea: "Innovare i processi didattici: i Wiki e le tecnologie digitali nella scuola primaria", per il loro decisivo apporto.
Grazie per aver partecipato con impegno ed entusiasmo a quest'avventura!
Qui sotto la presentazione che ha accompagnato la mia discussione:
Il corso di studi è stato veramente impegnativo, ma altrettanto arricchente.
Grazie alla precedente laurea triennale e a questa magistrale, in questi ultimi cinque anni, ho ampliato i miei orizzonti, ho conosciuto nuove persone, stretto importanti amicizie... ho acquisito abilità, competenze e conoscenze...
Desidero ringraziare di cuore i miei alunni di quinta, straordinari co-autori della mia tesi di laurea: "Innovare i processi didattici: i Wiki e le tecnologie digitali nella scuola primaria", per il loro decisivo apporto.
Grazie per aver partecipato con impegno ed entusiasmo a quest'avventura!
Qui sotto la presentazione che ha accompagnato la mia discussione:
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domenica 20 novembre 2011
Manifesto dei pediatri per un uso sicuro e positivo del web
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| immagine reperita in rete |
-i bambini e gli adolescenti italiani hanno minori competenze digitali rispetto ai loro coetanei europei;
-l’accesso a Internet dalle scuole italiane è il più basso in Europa (62% media europea contro 49% italiana) così come il coinvolgimento degli insegnanti nelle attività on-line (65% contro la media europea del 73%).
- i bambini incominciano ad usare internet sempre prima, spesso senza la supervisione di un adulto, il che rende proprio i più piccoli i soggetti più vulnerabili ai rischi della rete (come contatti con sconosciuti, bullismo, pornografia).
-i genitori italiani, più degli altri censiti dalla ricerca, appaiono poco consapevoli dei rischi che i loro figli possono correre sul web.
L'articolo continua sostenendo che le politiche orientate soltanto a limitare l'esposizione ai rischi on line possono essere dannose in quanto rischiano di acuire il divario digitale, cioè lo svantaggio culturale e sociale creato dalle ridotte capacità o possibilità di utilizzazione delle tecnologie dell'informazione.
Passa successivamente a proporre proposte concrete per promuovere usi positivi della rete, fornire ai ragazzi le conoscenze e gli strumenti necessari per affrontare i rischi, attraverso una "mediazione sociale" nell'uso del Web.
La media education deve quindi diventare una priorità dei percorsi formativi della scuola italiana.
Riporto di seguito integralmente le proposte dell'articolo:
Partendo
da queste premesse la Società Italiana di Pediatria, da sempre attenta
non solo alla salute, ma anche alle tematiche sociali dell’infanzia e
dell’adolescenza, si fa promotrice di un “Manifesto” volto a unire
tutti i soggetti che ruotano attorno al mondo del bambino e
dell’adolescente verso un uso responsabile e consapevole del Web che
massimizzi le opportunità e minimizzi i rischi, a cominciare dalla
scuola.
Quest’ultima
deve rappresentare il contesto primario per trasformare le pratiche
digitali dei bambini e degli adolescenti, ancora troppo svantaggiati
rispetto agli altri Paese europei, in competenze con valenza cognitiva e
significato culturale. Tale approccio dovrebbe essere perseguito
nell’ottica di ridurre il divario digitale, di prepararli ad un futuro
personale e professionale, e di ridurre i rischi associati all’uso del
web. L’applicazione delle tecnologie digitali ai processi educativi
potrebbe infatti permettere un significativo potenziamento delle
capacità degli studenti, un forte stimolo alla curiosità intellettuale,
e un’aumentata capacità verso la collaborazione e il lavoro di gruppo.
La scuola rappresenta inoltre anche il luogo nel quale i genitori
possono avere quel supporto conoscitivo necessario svolgere pienamente
il proprio ruolo nell’era dell’informazione e dell’intrattenimento
digitali.
LE PROPOSTE CONCRETE
1 Rendere la Banda Larga disponibile dovunque
1 Rendere la Banda Larga disponibile dovunque
Il
tasso di penetrazione della banda larga in Italia era nel 2010 del
21.3% della popolazione, contro il 38.2 della Danimarca e una media di
25.7 dei 27 Paesi della UE. Migliorare le infrastrutture per facilitare
l’accesso ad Internet nelle scuole ed in qualunque luogo di convivenza
sociale è indispensabile per sfruttare appieno il potenziale della rete
da parte di tutti i cittadini, ed in particolare dei giovani. Inoltre è
necessario ridurre il divario che ancora
2 Una Lavagna Interattiva Multimediale per ogni classe
Grazie a un progetto annunciato dal Governo Italiano nel 2008 sono state diffuse circa 35 mila LIM in tutta Italia per un totale di 770 mila studenti, pari a una media di soltanto 1 LIM per ogni scuola. La lavagna interattiva multimediale consente di incrementare la qualità comunicativa dell’insegnamento e dell’apprendimento ed appare una tecnologia di mediazione didattica convincente e sostenibile. I piani di diffusione svolti e in atto nella scuola pubblica sono però ancora molto lontani e non hanno ancora garantito una sua presenza in ogni aula di lezione e in ogni laboratorio. Gli investimenti devono andare in questa direzione.
2 Una Lavagna Interattiva Multimediale per ogni classe
Grazie a un progetto annunciato dal Governo Italiano nel 2008 sono state diffuse circa 35 mila LIM in tutta Italia per un totale di 770 mila studenti, pari a una media di soltanto 1 LIM per ogni scuola. La lavagna interattiva multimediale consente di incrementare la qualità comunicativa dell’insegnamento e dell’apprendimento ed appare una tecnologia di mediazione didattica convincente e sostenibile. I piani di diffusione svolti e in atto nella scuola pubblica sono però ancora molto lontani e non hanno ancora garantito una sua presenza in ogni aula di lezione e in ogni laboratorio. Gli investimenti devono andare in questa direzione.
3 Integrare i materiali didattici con gli E-BOOK
I dispositivi per la lettura di libri elettronici (eBook reader) e alcuni Tablet hanno ormai prezzi abbastanza accessibili. L’uso di materiali didattici su supporto digitale comporta una riduzione del peso dei materiali, una dimensione ipermediale dei materiali proposti, un accesso dinamico alla rete e un facile aggiornamento ed integrazione dei contenuti. Per investire in questa direzione è necessario però un coordinamento tra MIUR, case editrici, università e centri di ricerca che realizzi modelli convincenti di libri di testo elettronico. L’uso degli e-book non va inteso come completamente sostitutivo del libro stampato. Pur considerando utile conservare, almeno nella fascia 3-13 anni, l’uso del libro stampato, l’introduzione degli e-book nella scuola permetterebbe di evitare il fenomeno “usa e getta” tipico dei libri di testo tradizionali.
I dispositivi per la lettura di libri elettronici (eBook reader) e alcuni Tablet hanno ormai prezzi abbastanza accessibili. L’uso di materiali didattici su supporto digitale comporta una riduzione del peso dei materiali, una dimensione ipermediale dei materiali proposti, un accesso dinamico alla rete e un facile aggiornamento ed integrazione dei contenuti. Per investire in questa direzione è necessario però un coordinamento tra MIUR, case editrici, università e centri di ricerca che realizzi modelli convincenti di libri di testo elettronico. L’uso degli e-book non va inteso come completamente sostitutivo del libro stampato. Pur considerando utile conservare, almeno nella fascia 3-13 anni, l’uso del libro stampato, l’introduzione degli e-book nella scuola permetterebbe di evitare il fenomeno “usa e getta” tipico dei libri di testo tradizionali.
4 Computer, prima lo usi meglio è
Oggi l’età media di utilizzo di Internet in Europa è 7 anni, contro i 10 anni dell’Italia. Un uso precoce della tecnologia orientato a scoprirne e utilizzarne le valenze cognitive e culturali consentirebbe di incrementare lo sfruttamento delle sue potenzialità e di concepire l’uso del computer e del web alla pari di quello di qualunque altro strumento utilizzato durante i processi educativi. Un uso precoce ma finalizzato in modo esplicito a fini formativi e mediato e tutelato da figure adulte, permetterebbe anche una riduzione dei rischi potenziali e l’induzione ad un uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione da parte di tutta la famiglia, come attività sia educativa sia di intrattenimento condiviso. Ciò avrebbe anche lo scopo di proteggere maggiormente i bambini più piccoli, che oggi appaiono i più vulnerabili ai rischi della rete, perché usano internet per un numero limitato di attività e acquisiscono minore consapevolezza. La SIP chiede quindi un maggior uso del computer sin dalle prime classi elementari.
Oggi l’età media di utilizzo di Internet in Europa è 7 anni, contro i 10 anni dell’Italia. Un uso precoce della tecnologia orientato a scoprirne e utilizzarne le valenze cognitive e culturali consentirebbe di incrementare lo sfruttamento delle sue potenzialità e di concepire l’uso del computer e del web alla pari di quello di qualunque altro strumento utilizzato durante i processi educativi. Un uso precoce ma finalizzato in modo esplicito a fini formativi e mediato e tutelato da figure adulte, permetterebbe anche una riduzione dei rischi potenziali e l’induzione ad un uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione da parte di tutta la famiglia, come attività sia educativa sia di intrattenimento condiviso. Ciò avrebbe anche lo scopo di proteggere maggiormente i bambini più piccoli, che oggi appaiono i più vulnerabili ai rischi della rete, perché usano internet per un numero limitato di attività e acquisiscono minore consapevolezza. La SIP chiede quindi un maggior uso del computer sin dalle prime classi elementari.
5 Genitori e insegnanti sui banchi di scuola
Promuovere la formazione degli insegnanti in modo da consentire loro di valorizzare e guidare l’esperienza dei ragazzi nel campo delle tecnologie dell’informazione. L’obiettivo a cui tendere è quello di considerare l’uso di strumenti tecnologici associati al web non come una materia in più ma come un normale strumento di uso quotidiano anche nell’attività didattica. Vanno concepite iniziative che costruiscano competenze d’uso degli strumenti comunicativi in chiave culturale e intellettuale, che mettano gli insegnanti nelle condizioni di valorizzare e potenziare tutte quelle Best Practices che si siano rivelate didatticamente produttive.
Promuovere la formazione degli insegnanti in modo da consentire loro di valorizzare e guidare l’esperienza dei ragazzi nel campo delle tecnologie dell’informazione. L’obiettivo a cui tendere è quello di considerare l’uso di strumenti tecnologici associati al web non come una materia in più ma come un normale strumento di uso quotidiano anche nell’attività didattica. Vanno concepite iniziative che costruiscano competenze d’uso degli strumenti comunicativi in chiave culturale e intellettuale, che mettano gli insegnanti nelle condizioni di valorizzare e potenziare tutte quelle Best Practices che si siano rivelate didatticamente produttive.
Dovrebbe
essere inoltre incentivata la possibilità che gli studenti
trasferiscano ai propri genitori la loro esperienza di acquisizione
attraverso strumenti tecnologici avanzati. Emblematici, a questo
proposito, progetti come “Nonni al computer” che si svolgono in molte
scuole medie italiane, nei quali i ragazzi insegnano l’uso del computer e
del web agli adulti più impacciati
6 Lezioni videoregistrate
La possibilità di utilizzare la tecnologia per videoregistrare le lezioni in modo da renderle disponibili senza limitazione di tempo per tutti gli studenti che vogliano consultarle al di fuori dell’orario scolastico deve diventare da attività estemporanea scenario costante. Va favorita la diffusione e l’uso di “lezioni modello” condivise sul web da utilizzare come “compito a casa” e sulle quali discutere in classe.
La possibilità di utilizzare la tecnologia per videoregistrare le lezioni in modo da renderle disponibili senza limitazione di tempo per tutti gli studenti che vogliano consultarle al di fuori dell’orario scolastico deve diventare da attività estemporanea scenario costante. Va favorita la diffusione e l’uso di “lezioni modello” condivise sul web da utilizzare come “compito a casa” e sulle quali discutere in classe.
Io, nel mio piccolo, da circa tre anni sto cercando di fare passi in questa direzione...
Peccato che quest'anno non abbia più a disposizione nelle mie classi la lavagna interattiva...
lunedì 31 ottobre 2011
Emozioni (e tecnologie) di ieri e di oggi
Recentemente mi sono iscritta ad un corso di aggiornamento sull'apprendimento della letto-scrittura per gli alunni stranieri: è una tematica troppo interessante e nonostante i miei impegni lavorativi e di studio, ho deciso di parteciparvi.
Qualche giorno prima del primo incontro ho ricevuto il programma dettagliato delle lezioni e sono sobbalzata sulla sedia: un formatore aveva lo stesso nome e cognome di un mio ex alunno di ben venticinque anni fa, che non avevo più incontrato... Un nome non molto comune, per cui ho subito capito che con molta probabilità il facilitatore linguistico che teneva quel corso era proprio quel mio piccolo alunno, già allora molto vivace e sveglio.
Ho cercato nelle scatole dove conservo i ricordi di questi ventotto anni di insegnamento, ho trovato fotografie, bigliettini, disegni di quegli anni lontani... e con qualche foto e un po' di trepidazione sono andata alla prima lezione.
Appena è entrato l'ho riconosciuto: con la barba e gli occhiali ma il sorriso e gli occhi identici a quando era bambino.
Ci siamo guardati per qualche istante, anche lui mi ha riconosciuto e subito abbracciato: è stata un'emozione vera e intensa che mi ha tolto il fiato.
Sentirlo parlare di linguistica, poi, durante la lezione, così sicuro, coinvolgente, appassionato, competente mi ha veramente riempito di gioia e di orgoglio.
Sentirlo parlare di linguistica, poi, durante la lezione, così sicuro, coinvolgente, appassionato, competente mi ha veramente riempito di gioia e di orgoglio.
In seguito, nella pausa caffè, abbiamo parlato a lungo: ricordava molti particolari delle attività fatte insieme: ad esempio di un libro di storie che avevamo inventato , si direbbe oggi collaborativamente, di cui ricordava addirittura la copertina. Era un'attività che piaceva molto a lui e gli altri alunni, che adoravano ascoltare storie, inventarle e a trasformarle in filastrocche.
Anch'io, maestrina alle prime armi, mi divertivo molto in quei giochi di lingua, guidata dalla mia collega più esperta, imparavo a gestire quella selva di mani alzate che volevano dire la loro, quegli occhi vivaci che si accendevano dall'entusiasmo, quell'atmosfera gioiosa di creazione condivisa, di coproduzione...
La lavagna si riempiva di parole e di rime e quello che pareva un gioco, era una vera e propria costruzione di significati condivisi, che legavano la classe con emozioni positive, che promuovevano la gioia del fare e dell'imparare,
| dal sito Museo Tecnologico http://www.itis.pr.it: |
Le storie e le filastrocche venivano poi dattiloscritte da me su matrici di un vecchio ciclostile, ogni pagina era illustrata dai bambini che assemblavano le pagine e costruivano il libro, facendone una copia per ciascuno, coloravano con dovizia i disegni stampati in bianco e nero.
Infine soddisfatti e felici portavano con orgoglio il proprio libro a casa, per leggerlo ai familiari .
Infine soddisfatti e felici portavano con orgoglio il proprio libro a casa, per leggerlo ai familiari .
La macchina da scrivere, le matrici e il ciclostile: tecnologie assai diverse da oggi, che abbiamo a disposizione computer, software per il disegno, scanner e stampanti, ma dal punto di vista didattico capaci di produrre risultati assolutamente simili e gratificanti .
Tutto ciò mi ha fatto riflettere sul senso delle tecnologie a scuola: esse, qualunque siano, dalla tecnologia che ha permesso la scrittura, alla stampa usata da Freinet ,agli odierni portatili e tablet , oggi come ieri, hanno degli effetti di potenziamento dell'apprendimento, ma ciò vale soprattutto se il loro uso è legato ad attività motivanti e significative per gli alunni.
Significativo è ciò che muove interessi, emozioni positive, gratificazione, e così lascia una traccia, una traccia indelebile nella memoria.
Significativo è quell'apprendimento che dà un senso a ciò che si impara e che è il contrario della sterile memorizzazione (Jonassen),
Significativo è quell'apprendimento che dà un senso a ciò che si impara e che è il contrario della sterile memorizzazione (Jonassen),
Solo così coniugate alla ricerca di senso e alle emozioni , le tecnologie potranno esplicare il loro valore aggiunto.
A noi insegnanti il compito di intercettare desideri, interessi, inclinazioni degli alunni e saper costruire percorsi di apprendimento che prevedano la partecipazione attiva e emotivamente connotata dei nostri allievi.
Oggi come ieri, mi diverto ancora a fare certe attività con i miei alunni e sono sempre alla ricerca di tecnologie che mi supportino in questi percorsi di costruzione condivisa.
E' davvero bello guardarli negli occhi e vedere l'intuizione, l'idea, che guizza vivace, che poi viene espressa, negoziata, discussa con partecipazione , modificata e alla fine condivisa con entusiasmo.
E se “I giovani non sono vasi da riempire ma fiaccole da accendere” (Plutarco) ...è davvero bello vedere accendersi quelle fiaccole..
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